Ieri è stata siglata l’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – del Comparto Funzioni Centrali, periodo 2022/2024 ( che è anche la prima firma di contratto che è relativa al triennio contrattuale ancora corrente).
L’ipotesi non è stata sottoscritta da tutti, ma solo da una parte delle sigle sedute al tavolo, sintomo di una insoddisfazione di fondo per i risultati della contrattazione che questa organizzazione valuta in ogni caso come globalmente negativi nel loro insieme anche se contengono alcuni elementi che sicuramente sono in grado di essere apprezzati dai lavoratori.
L’ipotesi sottoscritta ieri prevede nel proprio articolato:
- In materia di trattamento economico, l’accordo riconosce ai dipendenti un incremento stipendiale medio di circa 165 euro globali lorde su 13 mensilità.
- interventi volti a agevolare l’attuazione del nuovo sistema di classificazione del personale. Sul punto si segnala, ad esempio, il rafforzamento del sistema di incarichi di posizione organizzativa e professionale, volto a valorizzare le competenze professionali dei lavoratori ed allo stesso tempo prevede un riconoscimento stabile a coloro cui per almeno 8 anni sia stato affidato un incarico di posizione organizzativa;
- regolamentazione del lavoro a distanza anche mediante un possibile ampliamento delle giornate svolte in tale modalità per i lavoratori che abbiano particolari esigenze di salute o necessità di assistere familiari disabili.
- la possibilità, in via sperimentale di poter articolare l’orario di lavoro di 36 ore settimanali su quattro giorni, previa adesione volontaria da parte dei lavoratori (garantendo però comunque qualità e livello dei servizi resi all’utenza);
- la previsione, in linea con gli indirizzi normativi europei e nazionali, di una nuova clausola sull’ “Age management”, con l’introduzione di strumenti organizzativi atti ad affrontare l’invecchiamento della forza lavoro, gestire il prolungamento della vita lavorativa e promuovere le pari opportunità fra lavoratori di diverse fasce di età.
Mentre chi non ha firmato ha agito su base ideologica essendo impegnati in uno sciopero generale che è più politico che rivendicativo sul piano contrattuale, le organizzazioni che hanno siglato l’ipotesi di contratto, invece, hanno evidenziato e rivendicato come loro grande risultato i seguenti elementi:
- il riconoscimento del buono pasto nel lavoro agile;
- la fruibilità delle ferie durante il periodo di preavviso;
- maggiori riconoscimenti per le posizioni organizzative;
- introduzione di piattaforme per usufruire di fringe benefit nell’ambito del welfare;
- estensione al 30/06/2026 delle progressioni verticali in deroga;
- riconoscimento del buono pasto anche in caso di partecipazione ad assemblea sindacale;
- 2 ore di permesso in più per gli over 60 per visite specialistiche.
Elementi che, come abbiamo già accennato, sono in grado di essere apprezzati ma che non costituiscono certo un elemento di discrimine per generare soddisfazione nei lavoratori che da un rinnovo contrattuale si aspettavano ben altro.
Ufficio Stampa FSI-USAE